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Inserire una filigrana in un file PDF

20 novembre, 2011 (17:23) | Linux | By: sargonsei

Inserire una filigrana in un file PDF.

Per filigrana, si intende una qualsiasi immagine e/o testo che fa da sfondo al file PDF originario.
In pratica, si parte con due files PDF: il file Prima.pdf, composto da svariate pagine in formato PDF, ed il file Filigrana.pdf, composto da una sola pagina in formato PDF; il risultato finale sarà il file Dopo.pdf, il cui contenuto è quello del file Prima.pdf nel quale, su ogni pagina, è stato messo come sfondo il file Filigrana.pdf.
Io ho verificato l’efficacia di questo metodo utilizzando un PC dotato di S.O. Linux Ubuntu 10.10 sul quale era stata precedentemente installata l’applicazione pdftk

Mettiamo il file da usare come filigrana nella medesima cartella in cui si trova il file da filigranare, apriamo un terminale nella medesima cartella in cui si trovano i due file, ed impartiamo il comando

pdftk Prima.pdf background Filigrana.pdf output Dopo.pdf

dove Prima.pdf è il nome del file PDF a cui si vuole aggiungere la filigrana, Filigrana.pdf è il file PDF da utilizzare come filigrana e Dopo.pdf è il nome del file PDF che si vuole ottenere.

Ridimensionare immagini

19 novembre, 2011 (18:13) | Linux | By: sargonsei

Ridimensionare immagini.

Spesso conserviamo le nostre foto digitali ad alta risoluzione, perché maggiore è la risoluzione, maggiore è la qualità dell’immagine in fase di stampa. Se però vogliamo mettere su qualche pagina web, maggiore è la risoluzione, maggiore è il tempo di upload e di download, per non parlare del tempo necessario per aprire una pagina web contenente una o più foto ad alta risoluzione!
Inoltre le immagini che noi mettiamo sui vari siti, sono spesso scaricabili anche da sconosciuti, ai quali non si vede perché dovremmo regalare delle nostre immagini ad alta risoluzione.
In pratica, se non esiste un motivo per comportarsi diversamente, è consigliabile conservare sul nostro PC immagini ad alta risoluzione, e diffondere su internet solo immagini a bassa risoluzione.
Queste ultime, verranno ricavate dalle immagini ad alta risoluzione tramite appositi programmi.

In questo intervento, spiego come modificare la risoluzione di una grande quantità di immagini in breve tempo, applicando anche qualche “effetto speciale” tipo EFFETTO DIAPOSITIVA o EFFETTO POLAROID.

Come S.O. ho usato Linux Ubuntu 10.10. Come convertitore, ho usato uno script bash che prevede che il pacchetto  “Image Magick” sia installato.

  1. Copiamo in una cartella vuota tutte le immagini delle quali vogliamo modificare la risoluzione.
  2. All’interno di quella stessa cartella, creiamo e rendiamo eseguibile il file
    RidimDiapoPolaroidTutte.sh
    con questo contenuto: 

    #!/bin/bash
    export estensione=”jpg”
    # Rispettare maiuscole e minuscole. JPG non è jpg
    # Questo script funziona solo se il pacchetto “Image Magick” è installato.
    for FILE in `ls *.$estensione 2>/dev/null`
    do
    # 1) Ridimensionare l’immagine
    convert -resize 200×200 $FILE $FILE
    # 2) Metterle un bordo esterno tipo Diapositive
    convert -border 10×30 $FILE $FILE
    # 3) Creare l’effetto POLAROID
    convert -chop 0×20 $FILE $FILE
    done

    Questo script bash è stato ideato per funzionare con immagini aventi estensione .jpg; se si vuole usare per immagini aventi estensioni diverse, sostituire l’estensione messa fra virgolette nella seconda riga con l’estensione dei files da modificare.
    Ogni istruzione, è preceduta da una riga commentata che spiega cosa fa l’istruzione stessa. Per evitare che l’istruzione venga eseguita, basta cancellarla o farla precedere da un carattere #.
    L’istruzione che comincia con convert resize modifica la risoluzione dell’immagine secondo i parametri seguenti, ed è meglio che venga sempre eseguita.
    L’istruzione che comincia con convert border aggiunge all’immagine un bordo bianco largo 10 pixels ed alto 30 pixels. Questa è l’istruzione finale per dare alla foto un effetto DIAPOSITIVA, ed è un passaggio intermedio indispensabile per creare l’effetto POLAROID, quindi possiamo toglierla o commentarla solo se non ci interessa creare nessuno dei due effetti succitati.
    L’istruzione che comincia con convert chop toglie all’immagine una striscia superiore alta 20 pixels. Questa è l’istruzione finale per dare alla foto un effetto POLAROID, quindi possiamo toglierla o commentarla solo se non ci interessa creare questo effetto.

    3) Per avviare la conversione di tutte le immagini contenute nella cartella, avviare lo script.

    Lo script privato degli effetti diapositiva e polaroid, si limita a ridurre la risoluzione delle immagini, e le immagini si presentano così: Senza Effetti

    Lo script privato del solo effetto polaroid, produce l’effetto DIAPOSITIVA, e le immagini si presentano così:http://sargonsei.altervista.org/wp-content/uploads/2011/11/MaschioAngioinoDiapo-150x150.jpg

    Lo script completo produce l’effetto POLAROID, e le immagini si presentano così: Polaroid

Come convertire files video in modo che siano visualizzabili su un cellulare.

19 novembre, 2011 (15:24) | Linux | By: sargonsei

Come convertire files video in modo che siano visualizzabili su un cellulare.

Molti cellulari permettono di registrare e di visualizzare video nel formato .3gp, un formato la cui qualità, considerate le dimensioni dello schermo di cui un cellulare dispone, è più che soddisfacente.
In questo intervento, spiego come convertire un file video .flv scaricato da Internet (ovvero un qualsiasi altro video comunque ottenuto) in un file video .3gp facilmente visualizzabile sul cellulare.
Il risultato è stato verificato su un cellulare LG KP500 “Cookie”.
Come convertitore, ho usato FFMPEG installato su S.O. Linux Ubuntu 10.10

Apriamo un terminale nella medesima cartella in cui si trova il file da convertire, ed impartiamo il comando

ffmpeg -i PRIMA.flv -acodec libopencore_amrnb -ar 8000 -ac 1 -ab 12.2k -vcodec mpeg4 -s 320×240 DOPO.3gp

dove PRIMA.flv è il nome del file da convertire (ovviamente voi dovete mettere il nome del vostro file da convertire, con la sua estensione) e DOPO.3gp è il nome del file che si vuole ottenere (ovviamente voi dovete mettere il nome del vostro file da convertire, ma l’estensione deve essere .3gp).
Fra il nome del file da convertire e quello del file convertito, inseriamo -acodec CODECAUDIO -ar CAMPIONATURA -ac NUMERODICANALIAUDIO -ab BITRATE -vcodec CODECVIDEO -s RISOLUZIONEVIDEO
I nomi dei files possono variare a piacere, ma i parametri non vanno tutti bene. Con i parametri da me suggeriti, si ottiene un file video .3gp con risoluzione 320×240 pixels con audio monofonico. Se vogliamo ridurre la risoluzione (avere una risoluzione maggiore su un cellulare, è inutile) o avere un audio stereofonico e/o di maggiore qualità, possiamo agire sui parametri ad essi relativi, ma non è detto che poi il cellulare riesca a visualizzare il file così ottenuto.
Il comando funziona solo se FFMPEG dispone di tutti i codec in esso richiamati, ragion per cui, se abbiamo installato una versione di FFMPEG che non dispone dei codec libopencore_amrnb e/o mpeg4, ci toccherà cambiare codec usando uno di quelli disponibili, sperando che sia compatibile col cellulare; avendo il tempo di provare i vari codec disponibili, potremo verificare quali ci danno risultati accettabili e quali no.
Un altro comando che si è rivelato spesso efficace, è il seguente:

ffmpeg -i PRIMA.flv -acodec copy -vcodec copy DOPO.3gp

Funziona, ma non permette all’utente di determinare i parametri del file in uscita.
Per qualche informazione in più, leggete qui:

http://wiki.ubuntu-it.org/FFmpeg

http://www.linuxfeed.org/tag/ffmpeg/

 

Traffico internet sotto controllo

21 settembre, 2011 (17:04) | Linux | By: sargonsei

Traffico Internet sotto controllo tramite vnstat.

Vnstat è un’applicazione che permette di tenere sotto controllo il traffico Internet. In questo articolo, spiego come usarlo. Questa guida è stata provata su Ubuntu 10.10 con GNOME, ma può essere facilmente adattata per qualsiasi distribuzione di Linux.

Se vnstat non è già installato, installarlo tramite un gestore del software oppure , aprire un terminale, ed impartire il comando
sudo apt-get install vnstat

Per verificare gli accessi ad internet riconosciuti, impartire il comando
sudo vnstat –iflist
davanti a iflist, ci sono 2 segni - (meno)
dovreste ottenere un output simile a questo:

ubuntu10v10@ubuntu10v10:~$ sudo vnstat –iflist
[sudo] password for ubuntu10v10:
Available interfaces: lo eth0 wlan0
ubuntu10v10@ubuntu10v10:~$

L’output qui sopra significa che vnstat rileva una scheda Ethernet che chiama eth0, ed una scheda Wi-Fi che chiama wlan0.

Il più delle volte, questo passo è sufficiente per individuare correttamente l’hardware di collegamento ad Internet in uso al vostro computer.
Se
così non fosse, date un’occhiata qui:

http://forum.ubuntu-it.org/index.php/topic,249770.msg3769406.html#msg3769406

Creare un database impartendo il comando
sudo vnstat -u -i eth0
(eventualmente sostituire eth0 col nome dell’interfaccia che si vuol monitorare; es.: se vogliamo monitorare la scheda wireless, impartire
sudo vnstat -u -i wlan0
).

Per default, vnstat tiene sotto controllo eth0. Affinché svolga correttamente il proprio compito, dobbiamo configurare la scheda di rete che vogliamo tenere sotto osservazione; se non dovesse essere eth0, da terminale digitiamo
sudo gedit /etc/vnstat.conf
e sotto alla dicitura # default interface modifichiamo il valore Interface “eth0″ con quello desiderato (ad es. wlan0 se vogliamo monitorare la scheda wireless).

Una volta installato, impartendo da terminale il comando
vnstat -d per conoscere il traffico internet giornaliero
vnstat -w per conoscere il traffico internet settimanale
vnstat -m per conoscere il traffico internet mensile

N.B: questa applicazione, tiene conto del traffico internet a partire da quando è stato installato, quindi non potete usarlo per conoscere il traffico internet relativo a periodi precedenti alla sua installazione.

Fornisco un esempio di output:

 

ubuntu10v10@ubuntu10v10:~$ vnstat -d
wlan0 / daily
day rx | tx | total | avg. rate
————————+————-+————-+—————
11/19/11 130.68 MiB | 7.65 MiB | 138.33 MiB | 13.12 kbit/s
11/20/11 95.21 MiB | 8.95 MiB | 104.16 MiB | 9.88 kbit/s
11/21/11 149.72 MiB | 11.83 MiB | 161.55 MiB | 15.32 kbit/s
11/22/11 131.75 MiB | 9.48 MiB | 141.23 MiB | 13.39 kbit/s
11/23/11 118.14 MiB | 12.01 MiB | 130.15 MiB | 12.34 kbit/s
11/24/11 241.76 MiB | 13.04 MiB | 254.80 MiB | 24.16 kbit/s
11/25/11 149.74 MiB | 13.94 MiB | 163.69 MiB | 15.52 kbit/s
11/26/11 1.13 GiB | 55.66 MiB | 1.18 GiB | 114.99 kbit/s
11/27/11 267.44 MiB | 22.54 MiB | 289.98 MiB | 27.49 kbit/s
11/28/11 33.68 MiB | 5.85 MiB | 39.53 MiB | 3.75 kbit/s
11/29/11 35.89 MiB | 3.59 MiB | 39.48 MiB | 3.74 kbit/s
11/30/11 27.87 MiB | 3.06 MiB | 30.92 MiB | 2.93 kbit/s
12/02/11 53.87 MiB | 7.47 MiB | 61.34 MiB | 5.82 kbit/s
12/04/11 6.43 MiB | 1.24 MiB | 7.67 MiB | 1.16 kbit/s
————————+————-+————-+—————
estimated 9 MiB | 1 MiB | 10 MiB |
ubuntu10v10@ubuntu10v10:~$

Linux con Grub Legacy in dual boot con Linux con Grub2

14 agosto, 2011 (21:06) | Linux | By: sargonsei

Linux con Grub Legacy in dual boot con Linux con GRUB2
Spiego come installare una distribuzione di Linux che usa GRUB LEGACY in dual boot con una distribuzione di Linux che usa GRUB2.

PREMESSA

Questa guida è rivolta all’utente che è già in grado di installare separatamente sia una distribuzione di Linux che usa GRUB LEGACY, sia una distribuzione di Linux che usa GRUB2. Per le prove, come distribuzione che usa GRUB2 ho usato Ubuntu 10.10, come distribuzione che usa GRUB LEGACY rilevata da GRUB2 ho usato OpenSUSE 11.4, e come distribuzione che usa GRUB LEGACY non rilevata da GRUB2 ho usato PCLinuxOS. I metodi che indico, suppongono che le distribuzioni di Linux debbano essere installate entrambe; tuttavia ogni metodo è utilizzabile anche se la distribuzione di Linux da installare per prima è già installata sul PC e si deve installare una ulteriore distribuzione di Linux.
Si consiglia di premunirsi di una memoria USB con sopra installato Linux Mint con il GRUB2 collocato nel BootLoader della memoria USB stessa; speriamo di non usarlo, ma sarà utile qualora si rendesse necessario ripristinare il GRUB2. Se non sapete come installare Linux su memoria USB con Grub2 nel MBR della memoria USB, leggete qui:

http://sargonsei.altervista.org/installare-linux-su-memoria-usb/

A) Installare prima Linux con GRUB LEGACY, e poi Linux con GRUB2
Con OpenSUSE ed altre (non tutte) distribuzioni che usano Grub Legacy, è sufficiente installare PRIMA la distribuzione di Linux che usa Grub Legacy, e POI la distribuzione di Linux che usa GRUB2, ed ecco che avremo entrambe le distribuzioni installate in Dual Boot senza alcun problema. A questo punto, spegnete e riaccendete il PC, e vedrete che tutti i SO presenti nel disco fisso sono elencati nella lista che il BootLoader mostra all’accensione del PC, pronte per essere avviate.
Se tutte le distribuzioni di Linux che compaiono nell’elenco del BootLoader di GRUB2 si avviano, abbiamo finito.
Se la distribuzione di Linux che utilizza Grub Legacy non si avvia quando selezionata, andare al punto C)

B) Installare prima Linux con GRUB2 e poi Linux con GRUB LEGACY
Qualora si renda necessario installare una distribuzione di Linux che usa Grub Legacy DOPO avere installato una distribuzione di Linux che usa GRUB2, è opportuno concludere l’installazione dell’ultima distribuzione SENZA installare il BootLoader nel disco fisso.
Non tutte le distribuzioni di Linux permettono di concludere l’installazione senza installare il BootLoader; qualcuna permette esclusivamente di decidere DOVE installarlo, ma non permette di decidere se installarlo o no; in questo caso, installarlo in una memoria di massa che potete rimuovere (fconsiglio di usare una memoria USB, ecc…) e poi rimuovetela.
Ad installazione ultimata, riavviare il PC, accedere alla distribuzione che controlla il BootLoader (nel nostro esempio, Ubuntu 10.10), aprire un terminale ed impartire il comando

sudo update-grub2

in modo da avviare la procedura di riconoscimento della nuova distribuzione di Linux da parte di GRUB2.
A questo punto, spegnete e riaccendete il PC, e vedrete che tutti i SO presenti nel disco fisso sono elencati nella lista che il BootLoader mostra all’accensione del PC, pronte per essere avviate.

Se manca la distribuzione di Linux che usa GRUB2, ripristinare il BootLoader usando Linux Mint contenuto nella memoria USB di cui si è detto all’inizio, e poi andare al punto C).
Le istruzioni per ripristinare GRUB2 le trovate qui:

http://sargonsei.altervista.org/come-ripristinare-il-bootloader-grub2-risiedente-nellmbr-del-disco-fisso/

Se la distribuzione di Linux che utilizza Grub Legacy non si avvia quando selezionata, andare direttamente al punto C)

C) Installare Linux con GRUB2 e Linux con GRUB LEGACY non rilevata da GRUB2
PCLinuxOS ed altre (non tutte) distribuzioni di Linux che usano Grub Legacy, non vengono rilevate correttamente da Grub2, quindi vengono incluse nell’elenco mostrato al boot dal BootLoader ma, se selezionate, la distribuzione di Linux a cui fanno riferimento non si avvia. Per correre ai ripari, DOPO aver usato uno dei due metodi suindicati, occorre compiere anche altre operazioni che sono le stesse indipendentemente dal fatto che la distribuzione di Linux con Grub2 sia stata installata prima o dopo la distribuzione di Linux che usa Grub Legacy.

Dette operazioni, sono le seguenti:
1) Accendere il PC e accedere alla distribuzione di Linux che controlla il BootLoader.
2) Aprire il file-manager in modalità SuperUtente (per farlo, se si usa Linux con GNOME, basta aprire un terminale ed impartire il comando “sudo nautilus”)
3) Navigare fra le cartelle della distribuzione che usa Grub Legacy sino a raggiungere la cartella
/punto_di_mount/boot/grub
4) Aprire il file menu.lst; al suo interno, dovreste trovare qualcosa tipo

title linux

kernel (hd1,7)/boot/vmlinuz BOOT_IMAGE=linux root=UUID=5554c6ca-f432-4656-8af4-80fde24c54d1 quiet vmalloc=256M acpi=on resume=UUID=c93bf47b-a797-401d-9676-ba0eb5e215b1 splash=silent vga=788

initrd (hd1,7)/boot/initrd.img

I numeri messi fra parentesi tonda, corrispondono al disco [hd1] e alla partizione [7] in cui si trova la distribuzione di Linux che usa Grub Legacy della quale stiamo esaminando il file menu.lst
La causa dei nostri problemi, risiede nel fatto che quei numeri, messi in quel modo, non vengono interpretati correttamente da Grub2.
Il problema si risolve aggiungendo, fra le prime due righe, una nuova riga contenente le parentesi tonde con il loro contenuto precedute dall’istruzione root, e togliendo le parentesi tonde ed il loro contenuto presenti in ogni altra riga, ottenendo un risultato pressapoco come questo:

title linux

root (hd1,7)

kernel /boot/vmlinuz BOOT_IMAGE=linux root=UUID=5554c6ca-f432-4656-8af4-80fde24c54d1 quiet vmalloc=256M acpi=on resume=UUID=c93bf47b-a797-401d-9676-ba0eb5e215b1 splash=silent vga=788

initrd /boot/initrd.img

Confrontando i due contenuti del file menu.lst, potrete notare la scomparsa delle parti da me riportate in rosso e la nuova riga qui scritta in blu.
5)
Salvare il file menu.lst modificato come descritto sopra.
6)
Aprire un terminale ed impartire il comando

sudo update-grub2

in modo da avviare la procedura di riconoscimento della nuova distribuzione di Linux da parte di GRUB2.
7) A questo punto, spegnete e riaccendete il PC, e vedrete che tutti i SO presenti nel disco fisso sono elencati nella lista che il BootLoader mostra all’accensione del PC, pronte per essere avviate.

Massimiliano Sargonsei augura a tutti un buon lavoro.

La mia configurazione

24 luglio, 2011 (18:20) | Senza categoria | By: sargonsei

Ecco l’elenco dei miei S.O. e del mio hardware.

S.O.: Linux OpenSUSE 11.4 con KDE + Ubuntu 10.10 + Linux Mint 11
CPU: AMD Athlon XP 1600+
Main Board: ECS ELITEGROUP K7VTA3 (Vers.6.0a)
RAM: 1,25 GB
Modem: USB ADSL SpeedTouch Manta
Chiavetta Internet: Huawei E1800
Scheda video: ATI All-In Wonder 128 Pro ultra AGP
Tastiera: Microsoft Natural PS/2
Mouse: Microsoft Trackball Explorer 1.0 PS2/USB
Tavola grafica: Aiptek Hyper Pen 12000U

Vedere la TV digitale su Linux con Digital TV-Stick

10 giugno, 2011 (14:02) | Linux | By: sargonsei

Vedere la TV digitale su Linux con Digital TV-Stick
(ID 8086:9500 Intel Corp. CE 9500 DVB-T)

La confezione è molto anonima, la marca non si legge da nessuna parte. In un’etichetta sul retro si legge BaiLi, ma non si capisce se è l’etichetta del produttore, dell’importatore, o di chi ha semplicemente messo nella confezione questa Digital TV-Stick.

Dentro la confezione troviamo, oltre la chiavetta USB Digital TV-Stick, un telecomando, un’antenna portatile, un adattatore per collegare la chiavetta USB Digital TV-Stick all’antenna di casa, e un mini-CD contenente del software per Windows® (sulla confezione c’è scritto che funziona per Windows Vista™). Con Linux, il mini-CD è del tutto inutile; l’antenna portatile permette di captare solo i segnali più potenti (nel mio caso, 4 canali di TV che fanno televendite, nulla di più), e il telecomando non l’ho nemmeno provato.
Per vedere la TV digitale a livelli decenti sul PC , occorre procurarsi una prolunga per cavo di antenna TV per collegare l’antenna di casa all’adattatore che troviamo nella confezione, collegare l’altro capo dell’adattatore alla chiavetta USB Digital TV-Stick, e connettere quest’ultima ad una porta USB2.0 del PC.
Il procedimento che segue, è stato messo in pratica con Linux OpenSUSE 11.4 con KDE sul quale è installato, di default, Kaffeine, ma non ho motivo di dubitare che funzioni anche con altre distribuzioni di Linux sulle quali sia stato installato Kaffeine.
Per essere certi che il PC riconosca la chiavetta USB Digital TV-Stick, dopo averla inserita nel PC apriamo un terminale ed impartiamo il comando

lsusb

Se, fra le righe di output, ne troviamo una più o meno così

Bus 001 Device 003: ID 8086:9500 Intel Corp. CE 9500 DVB-T

significa che anche il PC in uso riconosce la chiavetta USB Digital TV-Stick, quindi possiamo procedere come segue:

1) Attiviamo il lettore multimediale Kaffeine e clicchiamo su [TV digitale]
2) Dal menù a tendina di Kaffeine, selezioniamo > Televisione > Configura televisione
3) Nel pannello che si apre, selezioniamo la voce [Dispositivo], e poi, come sorgente, selezioniamo [Scansione automatica] e clicchiamo su [OK] per chiudere il pannello.
4) Dal menù a tendina di Kaffeine, selezioniamo > Televisione > Canali
5) Nel pannello che si apre, selezioniamo [Avvia scansione] per effettuare la ricerca dei canali.
6) A ricerca terminata (ci vorrà qualche minuto), selezionare i filtri (consiglio di selezionare le voci: In chiaro, Radio, TV), cliccare su [Aggiungi filtrati] e poi su [OK]
7) Potremo visualizzare uno qualsiasi dei canali TV che appaiono nella lista a sinistra dello schermo semplicemente cliccandoci sopra.
–o–
Quando ci siam stufati di vedere la TV digitale sul PC, chiudiamo Kaffeine.
Ad ogni successiva apertura di Kaffeine, cliccando su [TV digitale] potremo accedere ai canali già memorizzati, senza dover ripetere tutta la procedura.

–o–
Con Ubuntu 10.10 con GNOME c’è qualche problema di dipendenze… il file libxine1-ffmpeg, indispensabile affinché Kaffeine riesca a riprodurre ciò che viene trasmesso sui vari canali, NON è installato assieme alle dipendenze di Kaffeine, così  ho dovuto installare da Synaptics il file libxine1-ffmpeg, spegnere il PC e riaccenderlo.
Alla riaccensione, Kaffeine riproduceva tranquillamente tutti i canali trovati.


–o–
Riproduttore Multimediale VLC
Se invece di Kaffeine vogliamo usare il riproduttore multimediale
VLC, assicuriamoci di averlo installato sul nostro PC, colleghiamo al PC la chiavetta USB Digital TV-Stick e questa all’antenna di casa, e procediamo come segue:
1) Apriamo il gestore del software, e installiamo l’applicazione w-scan.
2) Apriamo un terminale, ed impartiamo il comando
w_scan -X -P -t 2 -E 0 -c IT > ~/vlc_canali.conf
(In realtà, il file può avere qualsiasi nome, ma l’estensione deve obbligatoriamente essere .conf). La scansione ha inizio e, nel mio PC, è terminata dopo 20 minuti, ed ha prodotto un file avente come nome vlc_canali.conf e collocato nella home dell‘utente che ha impartito il comando.
3) Avviamo
il riproduttore multimediale VLC
4) Selezionare, dal menù a tendina di VLC, >Visualizza >Scaletta; comparirà il pannello “Scaletta”, desolatamente vuoto.
5) Clicchiamo col tasto destro del mouse sullo spazio vuoto della scaletta; appariranno alcune opzioni; selezionare [Aggiungi file...], in modo che si apra il solito pannello che permette di navigare fra le cartelle del PC alla ricerca del file vlc_canali.conf.
6) Trovato i
l file vlc_canali.conf. Lo selezioniamo cliccandoci sopra. Lo vedremo comparire nella scaletta.
7) Clicchiamo sopra il file vlc_canali.conf collocato nella scaletta; ecco che al suo posto appariranno i canali televisivi, ciascuno dei quali è selezionabile cliccandoci sopra.
8
) Quando ci siam stufati di vedere la TV digitale sul PC, chiudiamo VLC.

Ad ogni successiva apertura di VLC, dovremo ripetere tutta la procedura dal punto 3 in poi, quindi, se non volete dover ripetere anche la scannerizzazione, abbiate cura del file vlc_canali.conf.

Gestire chiavetta USB con NetworkManager.

6 giugno, 2011 (14:06) | Linux | By: sargonsei

Gestire chiavetta USB Huawei E1800 con NetworkManager.
Da Ubuntu 10.10, Ubuntu e derivate, il numero di chiavette USB per connettersi ad internet che NetworkManager riesce a riconoscere, è aumentato di molto. Ciò non vale solo per Ubuntu e derivate, ma per tutte le distribuzioni di Linux che utilizzano NetworkManager 0.8.1 o superiori.
La procedura che segue, è stata verificata per installare la chiavette USB Huawei E1800 su Ubuntu 10.10 dotato di NetworkManager 0.8.1.
1) A chiavetta USB disinserita, impartire il comando  lsusb
2) Inserire la chiavetta USB in una porta USB libera, ed attendere 20 sicondi perchè il PC riconosca (se è capace) la chiavetta USB.
3) Impartire nuovamente il comando lsusb e verificare l’output. Se Linux è in grado di riconoscere la chiavetta USB, una delle righe di output sarà diversa rispetto a quando abbiamo dato il comando a chiavetta USB disinserita. Nel mio caso, con Ubuntu 10.10 e la chiavetta Huawei E1800 la riga diversa contiene
Bus 002 Device 005: ID 12d1:140c Huawei Technologies Co., Ltd.
Il che dimostra che la chiavetta Huawei è stata riconosciuta.
4) Ora volgiamo lo sguardo al pannello principale, dove si trova l’icona su cui clicchiamo quando vogliamo spegnere il PC.  Accanto all’icona del sonoro -facilmente riconoscibile perché riproduce un altoparlante- vediamo un’icona che riproduce due terminali ed una X.  Clicchiamoci sopra col tasto destro del mouse; apparirà un pannello per rendere disponibili alcune opzioni, fra le quali “Informazioni”; Cliccando sopra a quest’ultima, ci verrà indicato il nome e la versione del programma a cui appartiene l’icona; se compare il nome di “NetworkManager 0.8.1” o superiori, il metodo che segue potrà essere usato per la chiavetta Huawei E1800 e molte altre chiavette.
5) Col tasto sinistro del mouse, Cliccare sull’icona di NetworkManager. Nel pannello che compare, selezionare [Nuova connessione a banda larga mobile (GSM)]
6) Ora sarà comparso un pannello indicante ciò che serve conoscere per poter proseguire. Se sapiamo ciò che serve sapere (nome operatore e piano tariffario), possiamo cliccare su [Avanti].
7) Nel pannello che appare ora, selezioniamo la nazione da cui si opera (nel mio caso, Italia, ma per voi potrebbe essere diverso…) e poi cliccare su [Avanti].
8 ) Nel pannello che appare ora, selezioniamo l’operatore di telefonia mobile che ci ha venduto il servizio (nel mio caso, TIM, ma per voi potrebbe essere diverso…) e poi cliccare su [Avanti].
9) Nel pannello che appare ora, selezioniamo il nostro piano tariffario (nel mio caso, Maxxi Alice/Internet, ma per voi potrebbe essere diverso…) e poi cliccare su [Avanti].
10) Vedremo così apparire un pannello riassuntivo delle scelte fatte; se i dati sono corretti, cliccare su [Avanti].
11) Ora, cliccando col tasto destro del mouse sull’icona di NetworkManager, è visibile l’elenco delle connessioni ad Internet impostate (normalmente una sola, ma possiamo impostarne di più); cliccare sulla connessione relativa alla chiavetta inserita nel PC.

Attendiamo alcuni istanti, e siamo connessi ad Internet.

Come ripristinare il bootloader GRUB2 risiedente nell’MBR del disco fisso.

5 giugno, 2011 (16:51) | Linux | By: sargonsei

Come ripristinare il bootloader GRUB2 risiedente nell’MBR del disco fisso.
Per ripristinare il bootloader di Linux, esistono vari metodi; qui ne spiego  uno che presuppone che disponiate di Ubuntu o di una qualsiasi distribuzione di Linux che fa uso di GRUB2 (es. Mint 10) installata su una memoria USB.
RIPRISTINO DEL BOOTLOADER TRAMITE LINUX INSTALLATO SU MEMORIA USB
1) Anzitutto occorre procurarsi una memoria USB con sopra installato un S.O. Linux Ubuntu e, nel MBR della memoria USB, GRUB2. Se non si dispone di un simile oggetto ma avete il CD di installazione, procuratevi una memoria USB, una .iso masterizzata di Ubuntu ed installate Ubuntu su memoria USB. Qui (http://sargonsei.altervista.org/installare-linux-su-memoria-usb/) ci sono le istruzioni per installare Linux Mint 9 su una memoria USB; le stesse istruzioni valgono per Ubuntu e molti altri S.O..
2) Assicurarsi che il computer permetta l’avvio da USB; se necessario, agire sulle impostazioni del BIOS per ottenere che ciò sia possibile.
3) A computer spento, collegare la memoria USB ad una porta USB del PC interessato.
4) Accendere il PC, in modo che si avvii il S.O. presente sulla memoria USB.
5) Aprire un terminale ed impartire i comandi
sudo grub-install /dev/sdb
(per installare il BootLoader del sistema in uso nel MBR della memoria USB), e
sudo update-grub
(per aggiornarlo e fargli vedere tutti i S.O. presenti).
6) A questo punto, senza scollegare la memoria USB dal PC, spegnere e riavviare il PC; se quanto indicato nei punti precedenti è stato eseguito scrupolosamente, all’avvio saranno visibili TUTTI i S.O. presenti sul PC, indipendentemente da quale sia la memoria di massa su cui risiedono.
7) Avviare il S.O. In grado di utilizzare GRUB2 che si desidera diventi il S.O. Avviabile di default.
8 ) Smontare la memoria USB e scollegarla fisicamente dal PC stesso.
9) Aprire un terminale ed impartire i comandi
sudo grub-install /dev/sda
(per installare il BootLoader del sistema in uso nel MBR del disco fisso), e
sudo update-grub
(per aggiornarlo e fargli vedere tutti i S.O. Presenti).
10) A questo punto, senza collegare la memoria USB dal PC, spegnere e riavviare il PC; se quanto indicato nei punti precedenti è stato eseguito scrupolosamente, all’avvio saranno visibili TUTTI i S.O. presenti sul PC, installati sul disco fisso.
FATTO.

Installare GIMP 2.7 su Linux

4 giugno, 2011 (23:34) | Linux | By: sargonsei

Installare GIMP 2.7 su Linux

Questa guida è stata testata per: Ubuntu 10.04,Ubuntu 10.10, Linux Mint 9 e Linux Mint 10.
L’ultima versione STABILE di GIMP è la 2.6, la quale ancora NON supporta l’opzione “Finestra Singola”, che è invece supportata da GIMP 2.7, che però è ancora in versione INSTABILE.
Pur non essendo la versione definitiva, è comunque disponibile.
Ecco come installare/aggiornare Gimp alla versione 2.7.X.

Notiamo che Gimp 2.7 NON è selezionabile dal gestore del software perché contenuto in un repository a parte; per abilitare il repository di Gimp 2.7, apriamo il terminale e impartiamo il comando:

sudo add-apt-repository ppa:matthaeus123/mrw-gimp-svn

Per aggiornare l’elenco dei repository e relativi contenuti, impartire il comando

sudo apt-get update

Da questo momento in poi, GIMP 2.7 sarà installabile dal gestore del software oppure da riga di comando. Nel primo caso, aprire il gestore del software e selezionare l’installazione di GIMP 2.7 o -se esiste una versione di GIMP già installata sul vostro PC- l’aggiornamento alla versione di GIMP 2.7, e il gioco è fatto. Nel secondo caso, qualora sia presente una vecchia versione di GIMP, prima di installare la nuova versione di GIMP occorre rimuovere la vecchia, cosa che si fa impartendo il comando

sudo apt-get remove gimp gimp-data libgimp2.0

infine possiamo installare la versione più avanzata di GIMP impartendo il comando

sudo apt-get install gimp

Gli ultimi due comandi non devono necessariamente essere eseguiti da riga di comando; eseguiti i primi due, possiamo chiudere il terminale, aprire il gestore del software e da lì rimuovere GIMP 2.6 e successivamente installare GIMP 2.7.
Impartire singolarmente i 4 comandi summenzionati, è il procedimento ottimale solo se si digitano i comandi da tastiera.

A chi invece predilige fare copia-incolla delle istruzioni, consiglio di usare una delle istruzioni concatenate che ora vado a descrivere, poiché possono essere usate senza passaggi intermedi.

Se nel S.O. Linux in uso non è stata installata alcuna precedente versione di GIMP, possiamo fare tutto in un colpo solo impartendo il comando

sudo add-apt-repository ppa:matthaeus123/mrw-gimp-svn && sudo apt-get update && sudo apt-get install gimp

che è l’insieme di 3 dei 4 comandi precedentemente spiegati uno per uno, escludendo il comando per disinstallare la vecchia versione di GIMP.
Analogamente, se nel S.O. Linux in uso è stata installata una precedente versione di GIMP, possiamo fare tutto in un colpo solo impartendo il comando

sudo apt-get remove gimp gimp-data libgimp2.0 && sudo add-apt-repository ppa:matthaeus123/mrw-gimp-svn && sudo apt-get update && sudo apt-get install gimp

che è l’insieme dei 4 comandi precedentemente spiegati uno per uno, posizionando all’inizio il comando per disinstallare la vecchia versione di GIMP.

NOTA:

Se avevamo creato appositi lanciatori per GIMP, dopo l’aggiornamento è buona norma verificare il buon funzionamento di tutti i lanciatori dell’applicazione aggiornata, e rimpiazzare i quelli che dovessero risultare non funzionanti. Ciò vale sia per i lanciatori collocati sul desktop, sia per i lanciatori collocati su pannelli.

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